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EFFETTO MOZART Musica e medicina: due discipline presenti nella storia dell’uomo, a partire dai primordi. Difficile dire quali delle due viene prima. Ciò che viene prima è la necessità, per gli esseri umani, di prendersi cura di se stessi. Che cosa vuol dire “prendersi cura”? Ci sono gli aspetti emozionali, ci sono le ferite del corpo, i traumi e le malattie. Secondo ogni periodo storico antico, perfino preistorico, la musica e la medicina erano incarnate nella stessa figura. Su questa strada si finisce col parlare dello stregone. Se, per il passato, è stato così ora dovremmo avere le idee più chiare. Nella cura delle malattie, dei traumi, delle situazioni croniche la musica può dare benessere, può fare bene, può contribuire a miglioramenti, può creare dei cambiamenti significativi nel profondo. Le manifestazioni musicali hanno sempre fatto bene agli uomini. Lo studio in musicoterapia diventa utile per dare delle risposte e proporre delle linee di azione. Perché qualcuno ha coniato il termine “Effetto Mozart”? Le riposte richiedono studio ed analisi. Quali caratteristiche porta in sé la musica di Mozart, in senso ampio e non circoscritto ad un sono brano? Possiamo parlare delle qualità dei ritmi, della fluidità delle melodie, dei giochi musicali di domanda-risposta, della pulizia armonica, della chiarezza formale e strutturale. Per valutare questi aspetti non basta saper suonare uno strumento musicale, occorre essere musicisti. Chi fa musicoterapia deve essere musicista. Tutto questo rientra nella preparazione musicale di chi opera in musicoterapia. Per toccare la tematica della musicoterapia con persone cerebrolese bisogna andare oltre. |